Corso Pitbull. Corso di formazione Come crescere un Pitbull – Proprietari responsabili, cani felici

Il corso di formazione “Come crescere un PitBull. Proprietari responsabili, cani felici” si svolgerà presso il nostro Centro Sportivo Cinofilo Dog Fit A.S.D. domenica 29 Settembre 2019 a Roseto degli Abruzzi (TE). Orario 09.30 – 18.30. Il corso è gratuito per tutti i proprietari dei nostri Pitbull. L’obiettivo della giornata è quella di fornire informazioni corrette ed esaustive su come crescere un cucciolo di American PitBull Terrier grazie ad una idonea gestione, evitando gli errori più comuni, approfondendo la conoscenza di questo fantastico animale, il suo modo di comunicare e di interagire con i suoi simili e con l’uomo. Conoscere motivazioni e caratteristiche dei Terrier di tipo Bull.

RELATORE FULVIO FIUME (Educatore APNEC, Addestratore ENCI).

VIENE RILASCIATO ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

Info e prenotazioni 3293926143

QUI TROVI TUTTE LE INFO DEL CORSO

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pitbull solo

Quanto può essere lasciato solo un Pitbull? L’eccessiva solitudine per un cane è fonte di stress

Il cane, essendo un animale sociale, percepisce la solitudine in maniera poco naturale, in particolar modo se parliamo di un esemplare di pochi mesi. “Per questo i cuccioli – così come raccomandato dai Medici Veterinari della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) – non possono essere lasciati soli per più di quattro ore di seguito durante il giorno. I cani adulti sono molto più adattabili, ma un periodo di solitudine continuativo di più di sei-sette ore è comunque causa di sofferenza”.

Il Pitbull, per il suo innato attaccamento al proprietario ha ancora più bisogno, rispetto a cani di altre razze, del contatto con le persone e con la famiglia.

Abituare il proprio cane a rimanere solo, deve essere un processo graduale, che accompagna il piccolo sin dalle sue prime settimane di vita. “Questo vale – spiegano gli esperti FNOVI – soprattutto per i cuccioli che fin dal primo giorno di adozione devono essere abituati a restare soli, anche per pochi minuti. Per questo motivo è utile cominciare da subito a non rispondere a tutte le richieste di attenzione. Una buona strategia è impedire al cucciolo di seguire i proprietari dovunque: una porta chiusa deve essere una condizione normale e accettabile nella quale il cane semplicemente aspetta che il proprietario torni”.

L’esercitazione può iniziare piano piano già qualche giorno dopo il loro arrivo nella nuova casa. Si parte con qualche minuto alla volta per poi aumentare gradualmente fino ad arrivare a tempi più lunghi. Ci possiamo aiutare con qualcosa di appetibile come un osso, un corno di bufalo o di cervo, così da distrarlo e impegnarlo in attività per lui soddisfacenti. Si renderà conto che rimanere solo non è poi così terribile e assocerà quel momento ad una esperienza tutto sommato positiva.

Una volta adulto, il cane si abitua senza problemi ai ritmi della famiglia, che per esigenze lavorative o scolastiche, deve lasciare la casa durante la giornata. Rimangono però ferree le uscite che gli consentono di espletare i bisogni, esplorare il territorio circostante, sgambare, giocare etc. Ricordarsi sempre che l’American Pitbull Terrier è un cane dinamico, soprattutto una volta adulto, per cui è importante soddisfare di tanto in tanto le sue esigenze. Se ci sono nella zona parchi dedicati o centri cinofili con aree gioco, non esitate a portarci il vostro cane, in maniera tale che possiate costruire con lui una perfetta relazione. Un sano equilibrio che consenta sia al Pitbull che ai proprietari di convivere nel migliore dei modi.

Costruita in modo errato, senza un processo di separazione graduale, la solitudine può diventare per il Pitbull e per il cane in generale fonte di ansia e/o di stress; condizioni che, se non trattate in maniera adeguata, potrebbero sfociare in problematiche serie e permanenti.

La raccomandazione è quella di rivolgersi sempre a educatori cinofili esperti e qualificati, che sappiano riconoscere e affrontare assieme al proprietario eventuali comportamenti da correggere.

 

Blu e Mila American Pitbull Terrier red nose Cioccolato e bianco

Corso formazione PitBull. Come crescere un PitBull – proprietari responsabili, cani felici

Il corso di formazione “Come crescere un PitBull. Proprietari responsabili, cani felici” si svolgerà presso il nostro Centro Sportivo Cinofilo Dog Fit A.S.D. domenica 30 Giugno 2019 a Roseto degli Abruzzi (TE). Orario 09.30 – 18.30. L’obiettivo del corso è quello di fornire informazioni corrette ed esaustive su come crescere un cucciolo di American PitBull Terrier grazie ad una idonea gestione, evitando gli errori più comuni, approfondendo la conoscenza di questo fantastico animale, il suo modo di comunicare e di interagire con i suoi simili e con l’uomo. Conoscere motivazioni e caratteristiche dei Terrier di tipo Bull.

RELATORE FULVIO FIUME (Educatore APNEC, Addestratore ENCI).

Info e prenotazioni 3293926143

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Lettera ai proprietari dei nostri cuccioli di Pitbull

Messaggio per tutti i nuovi proprietari dei nostri cuccioli di America PitBull Terrier.

Davvero grazie per averci scelto, come avete potuto vedere i nostri sono cani di famiglia e siamo sicuri rimarranno tali. A chi “non ci convince” restituiamo l’acconto e non diamo il cucciolo, dunque se attualmente uno dei nostri è con voi è perché vi abbiamo ritenuto persone fantastiche e consapevoli della razza. Vogliamo ricordare a tutti che l’American PitBull Terrier ama il proprietario e tutti coloro che vivono quotidianamente con lui; è un cane da difesa più che da guardia. L’attaccamento viene costruito con la convivenza e il rispetto reciproco, non è possibile pretendere che si venga riconosciuti della “famiglia” se lo si lascia a vivere fuori senza contatti con le mura di casa né con le vostre consuetudini. Soprattutto i primi periodi che li vede lontani dalla mamma, dai fratelli, zii, nonni e noi, i cuccioli hanno bisogno di coccole e attenzioni…senza esagerare ma facendoli sentire protetti. Qualche giorno dopo l’ingresso nella nuova famiglia, è bene iniziare a dare anche delle regole per non far crescere il piccolo in maniera selvaggia e viziata e gettare le basi per un sereno sviluppo del Pit. Se si commettono errori in questa delicata fase della crescita, sarà difficilissimo riparare il danno. Il recupero di un Pitbull adulto è lungo con esiti spesso negativi. L’errore più grande sarebbe quello di non farlo uscire regolarmente, prelcudendogli l’incontro con i suoi simili o esperienze naturali che gli servono a non covare risentimenti nei confronti di altri cani, una volta adulto. Il problema maggiore sarebbe quello che da grande, non riusciate a portare a spasso il vostro amico a 4 zampe perché ringhia, tira o sbraita al passaggio di un altro cane. Sarebbe poco piacevole per entrambi!!! La razza e il carattere di ogni cucciolo fanno tanto, ma altrettanto fanno la modalità di crescita e l’ambiente in cui è immerso il cane. Non fategli dimenticare il verde in cui è nato, portandolo ogni tanto a correre in qualche prato ma nello stesso tempo fategli sentire la vostra presenza e dategli modo di vivere la casa assieme a voi.

Non dimenticatevi mai di farlo mangiare; lasciate sempre dell’acqua a disposizione; se lo vedete più giù del solito, inappetente, vomita, fa diarrea, o vi rendete conto che qualcosa non va, non esitate a portarlo dal veterinario; ogni anno ripetete i vaccini (anche secondo la profilassi delle vostre zone) e almeno ogni 6 mesi le sverminazioni (le pasticche sono comodissime e si possono prendere direttamente anche in farmacia); fatelo giocare sempre o appena vi si presenta l’occasione, perché avete scelto una razza dinamica, che potete tenere molto meglio sotto controllo proprio con gli esercizi (non solo fisici ma anche di attivazione mentale); se avete centri di educazione nella vostra zona approfittatene per fare delle puppy class (incontri di socializzazione con altri cuccioli di altre razze), è un modo genuino per far divertire il piccolo e insegnargli a comportarsi con in suoi simili; non rinchiudete il cucciolo in casa perché magari stenta ad uscire, altrimenti al timore iniziale si aggiunge la pigrizia (i primi giorni il cucciolo è spaventato perchè abituato a muoversi sempre in branco con i fratelli e gli adulti, quindi faticherete un po a portarlo al guinzaglio, l’importante è non mollare e in poco tempo le uscite diventeranno naturali); tante tante tante tante tante tantissime passeggiate, anche brevi ma tante…una volta adulto vanno bene quelle 2 o 3 al giorno per i bisogni, lo svago e il gioco quotidiano.

Ci teniamo soprattutto che giochino con i bambini, questo per far sì che (anche se non ne avete in casa) siano sempre felicemente attratti da loro anche quando siete a passeggio nei luoghi pubblici o qualcuno con figli vi viene a trovare. Sapete bene che i nostri cuccioli crescono con il nostro amore ma anche con quello dei nostri nipotini che sin dai primi giorni di vita li vengono a coccolare. Non perdete occasione per far giocare il cucciolo con i bambini perché è anche un modo per farlo abituare alle urla e ai comportamenti inaspettati…è un po quasi come una scuola di sopravvivenza ma che li forgia davvero bene.

Ricordatevi che un cane è una grande responsabilità…dovrete accudirlo e seguirlo per i vostri prossimi 14 anni. Se cambiate casa sceglietene una con spazi idonei anche per lui; se vi separate dovrete comunque continuare ad amarlo e non pensare di darlo via; se andate a lavorare lontani, cercate prima ad una sistemazione per lui, o meglio ancora lo portate con voi. Purtroppo sono tantissimi i messaggi delle persone che per un motivo o un altro non possono più tenere il proprio Pitbull, soprattutto al raggiungimento della sua maturità (attorno all’anno e mezzo). In tanti si rendono conto di non riuscire a gestire più quello che fino a pochi mesi prima era il loro cucciolone e decidono di abbandonarlo. Ecco….se vi abbiamo scelti è perché sappiamo che con voi questi problemi non sorgeranno; siamo consapevoli di aver dato il nostro cucciolo a famiglie coscienziose che in caso di problemi cercano la via per la soluzione che non sia quella dell’abbandono.

A volte si fanno errori nel crescere il proprio cane, ma con il Pitbull si dovrebbe fare attenzione, ricordatevi che in caso esistono percorsi di educazione e rieducazione. Nella vostra zona sicuramente ci saranno centri abilitati nei quali fare delle bellissime esperienze anche sportive. Il Pitbull è un cane da presa, un terrier di tipo bull e i tecnici vi potranno insegnare come giocare con il vostro amico a 4 zampe…può prendere parte a diverse discipline divertenti ed appaganti, sia per lui che per voi.

Ve lo abbiamo accennato ma lo ripetiamo: se avete modo stipulate un’assicurazione, così state sicuri che se dovesse accadere qualcosa con il vostro cane siete coperti.

Non dimenticatevi di ultimare il passaggio presso la vostra ASL di appartenenza o ufficio dedicato.

Insomma amate incondizionatamente il nostro cucciolo, ma ricordatevi sempre che non potete trattarlo come una persona, rischiereste di snaturarlo e mancargli di rispetto. Imparate a comunicare con lui e ricordatevi che ha un linguaggio tutto suo per cui non serve alzare troppo la voce o dargli punizioni, bastano davvero pochi e semplici gesti per farvi rispettare e guadagnarvi il primo posto nel suo cuore.

Per ogni dubbio siamo sempre a disposizione, a qualunque ora, anche se a volte il cellulare fatica a prendere, cercheremo di richiamarvi o rispondervi il prima possibile, a tal proposito consigliamo sempre whatsapp…internet da noi funziona meglio del cell.

Un caro saluto da Fulvio e Luisa

cuccioli pitbull giocano con il papà

Se il mio Pitbull litiga con un altro cane…come mi comporto? Il break stick serve?

Cosa succederebbe se il nostro pitbull si dovesse attaccare con un altro cane? Sicuramente vivremmo un’esperienza sgradevole. Se non si riesce a gestire correttamente il proprio cane in una situazione delicata come un litigio con uno o più suoi simili, si rischia di peggiorare una situazione già difficile e precaria.

Quando decidiamo di accogliere in casa un pitbull, a volte dimentichiamo che anche se correttamente socializzato in tenera età, se portato a spasso con regolarità e fatto giocare a dovere, è pur sempre un Terrier tipo Bull con indole “particolare” nei confronti degli altri cani. E’ un istinto innato, per decenni hanno visto nell’altro esemplare il nemico da combattere ed uccidere. Differente è l’amore incondizionato e il rispetto che nutrono nei nostri confronti e in generale nei confronti delle persone.

Fortunatamente non è mai accaduto che i proprietari dei nostri pit ci abbiano riferito di episodi di scontri con altri cani (se non una o due scaramucce terminate sul nascere), ma ciò non vuol dire che non si debba stare sempre all’erta quando ci si trova in presenza di esemplari sciolti al parco o in giro per le strade. Sapendo di possedere una razza tutta particolare, adottiamo ogni precauzione possibile per poterci godere una serena passeggiata (guinzaglio, museruola al seguito, zone poco trafficate etc)…poi improvvisamente appare dal nulla un ammasso di pelo che ringhia e sbraita contro il tuo cane e ti ritrovi a supplicare il proprietario affinché porti via il delinquentello. Dall’altra parte la solita risposta idiota: Il mio cane è buono, ringhia ma non morde!!! Si ok, ma sappiamo bene che se rizza il pelo, ringhia e sbraita contro un suo simile, il cane non è assolutamente tranquillo, anzi.

Non capisco per quale motivo ci si arroghi il diritto di sciogliere il proprio cane solo perché di piccole dimensioni. Sono quelli che alla fine causano più danni. Partendo dal presupposto che ognuno, per legge, debba girare con il cane a guinzaglio (e purtroppo in alcuni luoghi anche con la museruola indossata) capita che per una svista il vostro pit possa litigare e voi dovete essere pronti a sedare la situazione.

E’ fondamentale non urlare in caso di zuffe tra cani, in particolare tra pit, li si inciterebbe solo di più alla lotta. Cercate di mantenere la calma, anche se risulta difficile. Non mettete le mani tra i due, poiché non sapete dall’altra parte che esemplare ci sia e rischiereste di prendere un morso o peggio. Se il proprietario dell’altro è nei paraggi, farlo immediatamente intervenire per tenere al guinzaglio il suo cane.

Nell’American Pit Bull Terrier è innata, più che in qualunque altra razza, la predisposizione allo scontro nei confronti dei propri simili, pertanto anche se dovesse litigare per la prima volta, saprà bene come farlo. Sicuramente a non sapere bene come intervenire sareste voi, che colti alla sprovvista non riuscireste a tenere testa alla situazione. Non è proprio un mito che se un pit aggancia non molla più la presa, ma per quelli non allenati a farlo, il discorso è un tantino differente e magari con conseguenze anche ben più gravi, poiché se morde l’altro ripetutamente e con potenza crea di sicuro maggiori lesioni e potenziali danni al malcapitato.

Apro una parentesi sui proprietari di razze completamente differenti dalla nostra, che quasi tentano di sfidare la sorte ogni qualvolta ci incontrano al guinzaglio dei nostri pit e godono nell’allungare la cordicella del loro cagnolino esclamando “Tanto il tuo è buono no? Il mio con le femmine è tranquillo”. Ma sei un folle kamikaze. Al di là che ho un maschio con me e poi anche anche se il mio fosse buono, quando dall’altra parte arriva un esemplare a tremila, con l’aria tutt’altro che amichevole non è detto che i due si debbano piacere per forza. Conclusione? La colpa è sempre del pitbull, al di là di qualunque condizione…a rimetterci è sempre la razza. Anche se abbiamo ragione, passiamo dalla parte del torto quasi “di diritto”. Quindi cerchiamo di stare lontano dai cretini.

Riprendendo il discorso “litigata”, si consiglia sempre di portare con sé un “break stick”, per limitare i danni. Si tratta di un accessorio acquistabile presso negozi di animali o su shop online. E’ in parole semplici un piccolo bastone o cuneo (in teflon, legno o altri materiali), utile per interrompere una presa da parte del cane. Si deve essere sicuri con il proprio pit di poter eseguire la manovra senza problemi: si afferra il cane per il collare, lo si blocca per evitare troppi movimenti e si inserisce il bastone tra i molari facendo ruotare il break stick ed allargare la mascella. Facendo leva il pit libera la presa.

Partendo dal presupposto che siamo proprietari consapevoli della razza, è utile avere dietro questo arnese, indispensabile in caso di spiacevoli litigate. Non servono grida, secchiate d’acqua o tiraggi di zampe…l’unico modo veloce e assolutamente indolore, è questo. In caso contrario il cane lascia ugualmente la morsa…prima o poi!!!

Stessa cosa se a litigare sono due pit o due molossoidi che faticano ad allentare la presa. Ognuno deve avere con sé un break stick ed utilizzarlo contemporaneamente sul proprio cane, altrimenti si rischia che uno molla e l’altro prosegue liberamente la rissa.

Non dovrebbe accadere che i nostri cani si azzuffino con altri, ma abbiamo deciso di vivere con una razza ben precisa, con un corredo genetico ed etologico perfettamente definito. Sta a noi crescerli sani, farli socializzare ed educarli…e prendere le dovute accortezze in caso di contrattempi spiacevoli.

Ci chiediamo come permettano ancora che tanta gentaglia faccia combattere i pit e come sia possibile che in molte nazioni tale feroce pratica sia addirittura legale. Fortunatamente queste usanze in Italia sono pressoché debellate, ma pensare che in posti non lontani vivano povere cavie cresciute e barbaramente addestrate ad uccidere e morire, fa impallidire!!!

Cosa dare da mangiare a un cucciolo di pitbull quando arriva a casa

Solitamente un cucciolo di pitbull, una volta arrivato nelle nostre case è già ampiamente svezzato. Sta all’allevatore scegliere una dieta equilibrata in base alla grandezza dei cani e più in avanti alla loro attività fisica, pertanto tenderà a selezionare mangimi puppy con proprietà nutrizionali adeguate alla razza.

Ai nostri pitbull, cuccioli e grandi preferiamo dare cibo secco e non umido. Magari bagnarlo con acqua tiepida o a volte un brodino naturale (preparato con verdure e carne/pesce) può aumentare le proprietà nutrizionali delle crocchette. Ma se si parte da una buona base, non è necessario integrare il secco con altri alimenti. Ciò non toglie che che non possiamo dar loro carne o altri cibi privi di condimenti.

Una volta che i cuccioli vanno nella loro nuova casa, è bene che la famiglia prosegua l’alimentazione dell’allevatore, in modo da evitare problemi gastrointestinali. Per un piccolo l’arrivo in una nuova casa è già un momento di stress, quantomeno diamogli l’opportunità di non aggiungere ulteriori stravolgimenti e nutrirlo con quanto per lui di più familiare possibile ci sia.

crocchette-exclusion-puppyQuest’anno per i piccoli abbiamo scelto le Exclusion medium Puppy Pollo linea Mediterraneo. Si tratta di una linea monoproteica di alimenti per cani, di qualità super premium, che trae spunto dalla tradizione mediterranea, di cui contiene i migliori ingredienti: olio di oliva, pomodoro, melograno, piselli e cicoria. Utilizza la carne disidratata del pollo, pesce, anatra, agnello e coniglio per la loro elevata digeribilità, il granoturco e il riso, entrambe di produzione nazionale, come fonti di carboidrati. Fornisce un’alimentazione completa ed equilibrata propria della migliore tradizione mediterranea. Exclusion Mediterraneo utilizza un’unica fonte di proteine animali disidratate, ottenute dalla carne fresca attraverso uno specifico processo di cottura, che elimina circa il 60% di acqua, rimuove i batteri, virus, parassiti e la rende più sicura. Il risultato é un prodotto con una concentrazione proteica di circa 5 volte superiore rispetto alla carne fresca a parità di peso indicato.

Quindi ci raccomandiamo ai futuri proprietari di acquistare il sacco già prima dell’arrivo in casa del cucciolo. Il costo è di 45€ circa per 12,5Kg. Quando venite a ritirare il piccolo vi daremo anche noi qualche chilo di prodotto. Una volta terminato, potete optare per il mangime che più vi piace, l’importante è che lo inseriate gradualmente nella ciotola, iniziando con una manciata, poi metà e metà, fino al cambio definitivo che avverrà in una decina di giorni.

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