Cosa dare da mangiare a un cucciolo di pitbull quando arriva a casa

Solitamente un cucciolo di pitbull, una volta arrivato nelle nostre case è già ampiamente svezzato. Sta all’allevatore scegliere una dieta equilibrata in base alla grandezza dei cani e più in avanti alla loro attività fisica, pertanto tenderà a selezionare mangimi puppy con proprietà nutrizionali adeguate alla razza.

Ai nostri pitbull, cuccioli e grandi preferiamo dare cibo secco e non umido. Magari bagnarlo con acqua tiepida o a volte un brodino naturale (preparato con verdure e carne/pesce) può aumentare le proprietà nutrizionali delle crocchette. Ma se si parte da una buona base, non è necessario integrare il secco con altri alimenti. Ciò non toglie che che non possiamo dar loro carne o altri cibi privi di condimenti.

Una volta che i cuccioli vanno nella loro nuova casa, è bene che la famiglia prosegua l’alimentazione dell’allevatore, in modo da evitare problemi gastrointestinali. Per un piccolo l’arrivo in una nuova casa è già un momento di stress, quantomeno diamogli l’opportunità di non aggiungere ulteriori stravolgimenti e nutrirlo con quanto per lui di più familiare possibile ci sia.

crocchette-exclusion-puppyQuest’anno per i piccoli abbiamo scelto le Exclusion medium Puppy Pollo linea Mediterraneo. Si tratta di una linea monoproteica di alimenti per cani, di qualità super premium, che trae spunto dalla tradizione mediterranea, di cui contiene i migliori ingredienti: olio di oliva, pomodoro, melograno, piselli e cicoria. Utilizza la carne disidratata del pollo, pesce, anatra, agnello e coniglio per la loro elevata digeribilità, il granoturco e il riso, entrambe di produzione nazionale, come fonti di carboidrati. Fornisce un’alimentazione completa ed equilibrata propria della migliore tradizione mediterranea. Exclusion Mediterraneo utilizza un’unica fonte di proteine animali disidratate, ottenute dalla carne fresca attraverso uno specifico processo di cottura, che elimina circa il 60% di acqua, rimuove i batteri, virus, parassiti e la rende più sicura. Il risultato é un prodotto con una concentrazione proteica di circa 5 volte superiore rispetto alla carne fresca a parità di peso indicato.

Quindi ci raccomandiamo ai futuri proprietari di acquistare il sacco già prima dell’arrivo in casa del cucciolo. Il costo è di 45€ circa per 12,5Kg. Quando venite a ritirare il piccolo vi daremo anche noi qualche chilo di prodotto. Una volta terminato, potete optare per il mangime che più vi piace, l’importante è che lo inseriate gradualmente nella ciotola, iniziando con una manciata, poi metà e metà, fino al cambio definitivo che avverrà in una decina di giorni.

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Un nuovo cucciolo in famiglia!!! Cosa Fare?

L’arrivo di un nuovo cucciolo è una delle esperienze più belle e importanti all’interno di una famiglia, che se non affrontata con le dovute accortezze, può trasformarsi in un incubo. L’integrazione del nuovo arrivato nell’ambiente familiare è spesso causa di serie difficoltà se non ci si sforza di capire come instaurare un legame forte e duraturo con esso. Saranno proprio i primi giorni di convivenza a decretare buona parte del comportamento del piccolo, pertanto risulterà fondamentale sapersi comportare come una guida solida e confortevole.

Il rapporto che si crea nelle prime settimane tra il cucciolo e la nuova famiglia, servirà a  garantire un futuro sereno ad entrambi.

L’enorme scoglio che si incontra in una prima esperienza con il cane, è quello della comunicazione. E’ bene tenere a mente che il cucciolo non è una persona ed utilizza comportamenti e metodi di comunicazione differenti dai nostri. Noi ci esprimiamo utilizzando principalmente suoni e parole, mentre per i nostri amici a quattro zampe rivestono molta importanza postura e movimenti. Non serve dunque strillare al cucciolo perché ci sente 4 volte più di noi, ma sarà opportuno stabilire con lui uno stile comunicativo per lo più gestuale per far sì che ci si intenda alla perfezione. Imparando a riconoscere i comportamenti del proprio cane, è possibile gestire meglio le sue esigenze.

Il cane è un animale sociale e le relazioni che i cuccioli instaurano nelle prime settimane di vita con la mamma e i fratellini, serviranno a rafforzare i legami con gli altri membri del gruppo e a non turbarne l’equilibrio.

E’ essenziale che il cucciolo fino alla decima settimana di vita, trascorra più tempo possibile tanto con la mamma, che gli insegnerà a controllare il proprio comportamento per poter interagire positivamente con l’ambiente che lo circonda, quanto con l’allevatore che lo inizierà a stimoli differenti.

Una volta che il piccolo approda nelle nostre case, è bene proseguire il “lavoro” e farlo abituare gradualmente al nostro stile di vita: portarlo a spasso con regolarità, farlo salire in macchina, esporlo a rumori quotidiani quali il traffico, l’aspirapolvere, la televisione, il chiasso dei bambini e la folla. Se ben osservate, queste piccole accortezze faranno sì che il nuovo arrivato superi con facilità il distacco dalla mamma e non abbia timore di nuove esperienze.

Migliorare nel tempo la passeggiata del cucciolo nelle aree urbane che il padrone si trova ad affrontare quotidianamente, fa sì che il cane impari a riconoscere gli oggetti e i rumori che non appartengono del tutto al suo mondo naturale.

Il cane riesce ad adattarsi a molteplici condizioni, incluso l’arrivo in una nuova famiglia, ma è bene tener presente che l’adattamento è vincolato ai limiti della comprensione di specie. Un cucciolo reagirà agli stimoli da cucciolo e non da bambino. Superato questo concetto, si può pensare davvero di crescere serenamente un fedele amico. Le reazioni agli stimoli ambientali innescherà un comportamento adeguato alle influenze genetiche e alle interazioni sociali con gli altri membri del branco e dei suoi simili, apprese nei primi periodi di vita.

Dunque, il corredo genetico, le prime esperienze di vita, assieme all’individualità, faranno di ciascun esemplare un cane differente dall’altro, ecco perché risulterà efficace adattare le regole alla propria situazione e in caso di dubbi rivolgersi sempre a un educatore cinofilo professionista o un veterinario.

Riuscire a comprendere la complessità comportamentale del cane è utile per apprezzare appieno il nuovo compagno ed evitare gli errori comuni che andrebbero a rovinarne il rapporto.

Queste sono alcune righe davvero utili a chi decide di allevare un cucciolo, un sunto essenziale per chi non ha mai avuto un cagnolino in casa o semplicemente per chi, nell’introdurne uno, vuole evitare errori grossolani che potrebbero rovinare il rapporto con il nuovo arrivato.

La scoperta del “nuovo mondo”, quello umano, inizia non appena il cucciolo viene allontanato dalla mamma e dai suoi fratelli. Si tratta di un momento delicatissimo, che consiste in una trasposizione dell’affetto e del rispetto che il piccolo provava nei confronti della mamma, ad un umano. Di solito si tratta di chi lo accudisce di più, di chi gli dà da mangiare e lo porta a spasso. Una figura stabile che gli permetterà di accettare la nuova situazione e intraprendere la sua nuova vita con il nuovo branco.

Il legame forte che si instaura con il cucciolo al suo arrivo in casa, dovrà lentamente scemare con la sua crescita, per “iniziarlo” all’autosufficienza. Nelle prime fasi il passaggio potrà risultare difficoltoso, ma è bene che il piccolo, così come in natura sostituisce l’attaccamento alla madre e ai fratelli con un legame più forte al branco nella sua interezza, impari anche in ambiente domestico a fare alla stessa maniera. Ciò non sta a significare smettere di voler bene al cane, ma servirà a stabilire la futura convivenza con lui. Se fino a questo momento il padrone ha ceduto ad ogni richiesta di attenzione da parte del cucciolo, d’ora in avanti le interazioni sociali partiranno dal proprietario e non viceversa; una fase decisiva per far sì che il cucciolo superi anche momenti di solitudine, che nell’arco della vita si troverà ad affrontare. Non crescere il cucciolo con queste accortezze, può portare in futuro a trovarsi di fronte a problemi comportamentali come l’ansia da separazione: il cane tenderà a distruggere oggetti vari, ululare, emettere feci e urine in maniera inappropriata etc. La frustrazione dovuta a tali comportamenti, può essere deleteria per entrambi e portare alla triste decisione di dare via il cane, con seri problemi per il cucciolo che si troverà a dover fronteggiare una nuova separazione. Spesso ci si trova di fronte all’impossibilità di trovare una nuova famiglia e il nostro “fedele amico” quasi sicuramente finirà in canile.

Per evitare che ciò accada, è bene tener presente che al cucciolo si può insegnare a non sporcare in casa, ad attirare la sua attenzione con il richiamo, a camminare al guinzaglio, portarlo a spasso in ogni ambiente e tutta una serie di regole di base che lui percepirà non come tali, ma come momenti felici di interazione con il proprio padrone.

Cosa non deve mai mancare al vostro cucciolo durante la sua crescita e nell’arco della sua vita:

  • Corretta gestione delle risorse primarie (acqua sempre disponibile e cibo di qualità in dosi consigliate e tempi ben stabiliti). Un’adeguata alimentazione aiuta la salute fisica e psichica del cane
  • Un riparo comodo e sicuro, degno del proprio amico a quattro zampe, sia se vivrà in giardino che se dormirà in casa.
  • Cure medice e controlli periodici per evitare l’insorgenza di malattie e prevenirne moltissime.
  • Cicli vaccinali, sverminazioni di routine e antiparassitari.

Quali attività svolgere e cosa fare con il proprio amico a 4 zampe:

  • Dedicargli tanto amore e tempo, trascorrendo in sua compagnia ore a giocare e passeggiare.
  • Se si è nella facoltà, seguire un percorso di educazione e socializzazione sin da cucciolo, con esperti cinofili.
  • Attività sportive divertenti, dalle quali entrambi trarne giovamento.

Per ogni dubbio o info in più potete contattarmi

Fulvio Fiume

Educatore A.P.N.E.C.

Addestratore E.N.C.I.

La temuta processionaria torna all’attacco, i pericoli per cane e padrone

E’ un lepidottero che fa parte della famiglia notodontidae e nel suo stadio larvale miete vittime a due e quattro zampe. Si tratta della Thaumetopoea pityocampa, la comune processionaria, che deve il suo nome alla tipica “camminata” in fila indiana.

Nello stadio adulto diventa una semplice ed innocua falena o farfalla notturna, ma quando è ancora bruco, con la sua peluria (dotata di uncini terminali), può causare gravi ed irreversibili danni e a volte anche la morte dei nostri amici a quattro zampe.

La “processione” delle larve, che misurano circa 4 cm, dovrebbe servirci a riconoscere il lepidottero, anche se in alcuni casi è possibile trovare un solo esemplare e avere dei dubbi. La cosa da fare, per evitare brutte sorprese, sarebbe quella di girargli alla larga. Per meglio individuare la larva, è bene sapere che il corpo si presenta di colore bruno con macchie rosse e una fascia gialla (nella foto è ben visibile la processionaria del pino).

L’habitat della processionaria è prevalentemente costituito dal pino silvestre, anche se può attaccare cedri, querce ed altre specie verdi. Sicuramente, in primavera (anche fino a luglio), periodo in cui si sveglia per cibarsi, sarebbe bene prestassimo attenzione a pinete e parchi in generale dove portiamo i nostri cani.

La facilità con cui il lepidottero sprigiona nell’aria le sue setole, lo rende particolarmente pericoloso, poiché esse potrebbero aggrapparsi al terreno, ai nostri vestiti e conseguentemente al nostro cane.

Il semplice contatto con i peli di questa temutissima larva, potrebbe uccidere il nostro animale. Nell’uomo, le setole della processionaria, provocano violenti e pruriginosi eritemi, che tendono a scomparire dopo diversi giorni. Nei peggiori dei casi shock anafilattico.

Differentemente accade se il bruco o solo le setole di esso vengono ingerite…capita che il nostro cane durante le passeggiate sia attratto da qualcosa in movimento…attenzione perché per occhi e mucose interne, i peli del lepidottero possono portare anche alla perdita della lingua, in conseguenza di necrosi della zona contagiata. 

Possiamo accorgerci che il nostro cane possa aver avuto un contatto con la processionaria quando si manifestano: improvvisa e violenta salivazione, ingrossamento della lingua, difficoltà respiratoria, perdita di appetito, vomito, diarrea, febbre etc. O anche uno solo di questi sintomi. A volte il cane arriva a perdere parti di lingua, poiché i peli urticanti della larva, distruggono il tessuto cellulare con cui è venuto in contatto.

Al minimo dubbio che il nostro amico a quattro zampe non stia bene (a volte vederlo anche semplicemente abbattuto potrebbe essere un campanello di allarme), è bene rivolgersi alla propria clinica veterinaria per sottoporre il cane a visita.

Niente rimedi fai-da-te e niente temporeggiamenti, la salute prima di tutto!!!

Particolare attenzione anche per noi perché, nei peggiori dei casi, i peli urticanti della processionaria possono portare l’uomo a cecità (se i peli vengono a contatto con gli occhi), soffocamento (se ingeriti) e shock anafilattico.

In entrambi i casi, è bene rivolgersi a specialisti…medici o veterinari che siano, i quali sapranno diagnosticare e curare i sintomi.

Un primo intervento per aiutare il nostro cane consisterebbe nell’allontanare da naso o bocca la “causa” del problema e sciacquare abbondantemente con acqua…al resto penserà il veterinario.

Le informazioni riportate nel presente articolo non devono intendersi come sostituzione del rapporto con il veterinario, viceversa raccomandiamo di chiedere pareri al proprio specialista di fiducia.

Piante velenose cani: non tutti lo sanno, ma esistono arbusti pericolosi per i nostri amici a 4 zampe

Forse non tutti sanno che esistono piante comuni, velenose per i nostri cani e altri amici a 4 zampe. Attenzione anche a molte medicine per uso umano, che siamo soliti lasciare sul comodino o sul tavolo, a portata di zampa, come il paracetamolo (la tradizionale tachipirina). Ma delle medicine pericolose per cani ne parleremo prossimamente. Oggi ci soffermiamo sui rischi di quando il nostro fido ingerisce sostanze apparentemente innocue, come una foglia o un rametto.

Nei nostri giardini o terrazzi, nei parchi cittadini e nelle campagne circostanti, potrebbero essere presenti specie vegetali che, se ingerite anche in piccole quantità, potrebbero provocare danni irreversibili ai nostri amici. Soprattutto quanto il cane è cucciolo, tende a sgranocchiare e assaggiare qualunque cosa: foglie, tronchi, fusti, rami, semi etc. Una semplice prevenzione a riguardo, potrebbe evitare epiloghi tragici, anche perché antidoti alle piante sono pressoché inesistenti. In caso di intossicazione, i sintomi più comuni che potrebbero manifestarsi sono: eccessiva salivazione, abbattimento, diarrea, perdita di appetito, debolezza, apatia, febbre, sangue in urine e/o feci, coliche, tremori, crampi, depressione respiratoria, tachicardia…morte. Questo articolo non vuole assolutamente creare allarmismi, anche perché le intossicazioni non sono poi così frequenti (e nella maggior parte dei casi si presentano a seguito di ingestione di elevati quantitativi di sostanza) ma semplicemente informare i proprietari che non conoscono la pericolosità di alcune piante e medicinali (che come sappiamo spesso derivano proprio dalle piante e di cui parleremo, come già accennato, più in là).

Tempo fa uno dei nostri cani, ha ingerito quantitativi massicci di datteri della classica palma canariensis (quelle che da un po di tempo a questa parte stanno morendo a causa del punteruolo rosso). Ci è venuto il dubbio che le bacche potessero essere velenose o comunque dannose per il nostro cane. Durante un’accurata ricerca abbiamo scoperto che bene non gli avrebbero sicuramente fatto, ma che non avrebbero assolutamente procurato alcun danno (al max avrebbe espulso i datteri nelle feci o li avrebbe vomitati). Invece, cosa ben più importante, siamo venuti a conoscenza che un altro tipo di palma, la cicas revoluta, che negli ultimi anni spopola nei giardini di ville e parchi, è altamente velenosa per i cani (così come per le persone) e potenzialmente mortale. La parte più pericolosa sono i semi, che se ingeriti, portano a vomito, diarrea, salivazione eccessiva, e pochi giorni dopo insufficienza epatica e morte. Ma anche foglie e tronco sono pericolosi. Si tratta di una pianta ornamentale, che potremmo avere tutti sul nostro balcone…alla portata di cani, gatti e bambini. La cicas contiene composti altamente tossici. Quindi fate molta attenzione anche alle piante più comuni come all’oleandro, usato soprattutto nelle recinzioni, o il tasso, il ricino, il ciclamino, l’edera, l’aglio e la cipolla (soprattutto se crudi), fave e fagioli (i cui semi possono provocare febbre, ittero e aumento del volume di milza e fegato).

Il consiglio per chi si trovasse di fronte ad una ipotetica intossicazione a seguito di ingestione di piante velenose, è quello di rivolgersi immediatamente al proprio medico veterinario di fiducia, o comunque recarsi nel più vicino studio medico (veterinario) e magari (se si è sicuri o si è visto il cane giocare con una pianta in particolare) portarne con se un pezzetto, in modo da facilitare il medico nella diagnosi e cura. Solo se si è esperti e se il veterinario più vicino è troppo distante, nel frattempo potete provare ad indurre il vomito al cane, cercando di far assorbire il meno possibile le sostanze nocive. E’ ovvio che si tratta di manovre difficili che, se non si è in grado di effettuare, potrebbero solo peggiorare la situazione. Quindi, sangue freddo e telefono alla mano.

P.S.  Un bravo medico veterinario, è colui che, anche nelle peggiori condizioni, vi infonde calma e vi guida verso il migliore rimedio al danno. Una volta credevamo che uno dei nostri cani si fosse avvelenato con qualcosa. E’ entrato dal giardino, una sera d’estate, con abbondante saliva che scendeva dalla bocca e sembrava non arrestarsi. Il cane continuava ininterrottamente a salivare, quasi come una lavatrice rotta che perde schiuma. Erano le undici e trenta di sera e senza pensarci sue volte abbiamo contattato la nostra clinica veterinaria, dove un medico risponde sempre per le emergenze. Telefonicamente è difficile fare diagnosi, ma, dati i sintomi, il periodo dell’anno, e altre variabili che avevamo descritto, il dottore ha potuto accertare che si trattava di una salivazione da contatto…quasi sicuramente dovuta a qualcosa che aveva provato a mangiare. Infatti, il nostro amico a 4 zampe, era solito “studiare” i rospi durante la notte. E’ stato uno di questi a rilasciare una sostanza urticante, quando evidentemente il cane lo ha provato a prendere. I rospi, si sa, se minacciati, si difendono rilasciando appunto una sostanza repellente. Una giusta punizione, che gli è davvero servita…Blu ora i rospi li guarda allegramente zompettare di notte e non gli si avvicina più se non per inseguirli. In quell’occasione, il dottore ci ha consigliato di sciacquare abbondantemente e ripetutamente la bocca del cane. Così abbiamo fatto e dopo una ventina di minuti tutto è passato.

Mi raccomando, niente paura…inutile farsi prendere dal panico, in caso il vostro amico a 4 zampe dovesse assumere qualche sostanza potenzialmente velenosa, sarà il vostro veterinario a dirvi cosa fare.

Di seguito, un elenco dell'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), relativo alle piante, arbusti e vegetali velenosi o tossici per gli animali.


Abro, liquirizia indiana, albero del rosario, jequirity
Acacia (mimosa)
Acetosa, erba brusca
Achillea, millefoglio
Aconito napello
Actea, erba di S.Cristoforo
Agapanto
Agave
Aglaonema
Aglio [crudo]
Agrifoglio
Agutoli, spinacristi
Albero dei paternostri
Albero del sapone
Albicocco [noccioli]
Alchechengio, chichinger
Alloro americano
Aloe vera
Amanita [fungo]
Amaranto
Amarillide
Anagallide
Anturio
Araucaria
Arisaema triphyllum
Asparagina ornamentale
Asparagina ricadente
Avocado
Azalea, rododendro
B
Bella di notte
Belladonna
Biancospino
Bignonia rampicante
Bosso
Bucaneve
C
Caladio
Calancoe (daigremontiana)
Calla
Calmia ornamentale
Calta palustre, farferugine
Campanella rampicante
Canfora
Cannarecchia
Celastro
Cestro
Chelroitèria
Cicas
Ciclamino
Cicuta maggiore
Ciliegio [noccioli]
Ciliegio d’inverno
Cineraria
Cipolla [crudo]
Clematide
Clivia
Colchico, zafferano bastardo, croco (improprio)
Coleus
Colocasia, taro
Columnea
Coriaria
Cotone egiziano
Crisantemo, margheritone
Croton
D
Dafne, mezereo
Dalia, giorgina
Datura, stramonio
Delfinio, speronella
Dicentra
Dictictis buccinatoria
Diffenbachia
Digitale purpurea
Dracena delle Canarie
Dulcamara
E
Edera
Edera terrestre
Elleboro
Erba medica, erba Spagna
Erba sudanese, sorgo gentile
Eucalipto
Euforbia (anche cactiformi)
Eupatorium rugosum
Evonimo giapponese
F
Fava
Felce aquilina, felce maggiore
Ficus
Filodendro
Fitolacca
G
Garofano
Gelsemio
Gelsomino
Geranio
Giacinto
Giglio (tutti)
Giglio rampicante
Ginepro (comune)
Glicine
Gissofila
Giuncastrello marino
Giusquiamo
H
Heteromeles arbutifolia
Halogeton
I
Iperico
Ippocastano, castagno d’India
Iris
K
Koelreuteria
L
Lantana
Làppola
Lauroceraso
Licium
Ligustro
Lino [da fibra tessile]
Lobelia (cardinale)
Lonicera rampicante
Lupino
M
Maggiociondolo, laburno
Mandorlo
Marijuana
Melanzana
Melo [semi]
Menispermo rampicante
Momordica rampicante
Monstera, filodendro perforato
Morella
Mughetto, giglio della valle
N
Narciso (trombone)
Noce nero americano
Noce moscata
Noce vòmica
O
Oleandro
Ornitogalo, latte di gallina
Ortensia
Ortica
Oxytropis sericea
P
Papavero d’Islanda
Patata
Peonia
Pesco [semi]
Pervinca
Peyote [cactus]
Phoradendron flavescens
Piracanta
Pisello ornamentale
Pistia stratiotes [da acquari]
Podofillo
Poliscia
Pomodoro [parti verdi]
Pothos, scindapsus
Porro [crudo]
Primula
Prunus
R
Rabarbaro
Ranuncolo
Robinia, falsa acacia
Ricino
Rododendro, azalea
Rudbeckia laciniata
S
Sambuco
Sanguinaria (canadese)
Sansevieria
Scalogno [crudo]
Schefflera, brassaia
Senecio
Senecio succulento
Sofora (robinia giapponese)
Sommaco velenoso
Sorgo selvatico
Singonio
Spinacio
Spincervino, spino quercino
Spatifillo
Stella di Natale, poinsettia
Stephanotis
Susino giapponese
Simplocarpo

T
Tabacco ornamentale
Tasso
Tossicodendro
Trifoglio
Tulipano
U
Uccello del Paradiso Strelitzia reginae
V
Vischio
Vite vergine, vite canadese
Vite americana
Z
Zygadenus venenosus

E’ bene dare l’osso a un Pitbull?

Per tutti i proprietari di American Pitbull Terrier attenzione…non date ossa di pollo ai vostri amici a 4 zampe perché sono davvero pericolose. Ricordate bene che il vostro cane è un molossoide, pertanto amerà sgranocchiare ossa fino a quando non sarà vecchietto. I nostri, sia Iron (1999-2011) che attualmente la veterana Margot, Blu, Mila, Asher e Trudy, amano giocare per ore con le ossa, e se non fossimo noi a buttare via “i resti”, se le conserverebbero per mesi…magari nella cuccia o sotto terra.

In molti, ignorano però che non tutte le ossa possono essere date ai cani. Per esempio pollo, tacchino, agnello, coniglio etc. sono assolutamente banditi in quanto tendono a sfaldarsi e finire nello stomaco a forma di lance, creando pericolose lacerazioni a stomaco e intestino o peggio ancora rimanere di traverso dell’esofago.

L’ideale sarebbe lessargli velocemente (scottargli) ogni tanto qualche osso di manzo bello grande, in modo che il vostro pitbull possa affilare i denti, allenare la mandibola e nello stesso tempo scaricare la tensione e divertirsi. Dopo ore dietro un osso del genere, il vostro amico vi ringrazierà e avrete modo di vederlo soddisfatto.

Non tutti sono d’accordo a dare ossa ai cani…in merito esistono due distinte scuole di pensiero: una che bandisce qualunque tipologia di ossa, prediligendo al massimo quelli in pelle di bue/manzo – e una che invece accetta un compromesso, e cioè dare tutt’al più ossa di manzo. Ambedue di sicuro, sconsigliano il pollo e similari.

Ora…ve lo immaginate voi un Pitbull di 30/40 Kg mangiare un osso di pelle di bue? Si, proprio quelli dei negozi che tra l’altro si acquistano a diversi euro. Non è possibile che ci si diverta no? Al massimo durerebbe 3 minuti…e poi?

Siccome il pitbull, per natura, ama sgranocchiare e tenere “allenata” la mascella, viene da se pensare che magari, per farlo felice, sia il caso di non privarlo della ricompensa settimanale!!!

E’ per questo che, di tanto in tanto, concediamo ai nostri Pitbull il loro gioco/cibo preferito e, quando la macelleria di turno ce li tiene da parte, diamo loro un bell’osso di mucca cadauno (solitamente la parte del ginocchio). Il rituale avviene contemporaneamente e ciascuno dei nostri pit fugge in direzione opposta agli altri per concedersi del tempo e sgranocchiare in assoluta tranquillità il meritato osso. Quando ogni pezzettino di carne è stato mangiato e l’osso scrupolosamente pulito, e dopo ore di rituali in cui ognuno di essi si sfrega il dorso sui resti del proprio “gioco”, a giro, a partire dal capo branco, si annusano i rimasugli di ognuno e magari, se l’altro lo permette, ci si gioca anche assieme.

E’ per noi un divertimento vedere i nostri pitbull felici, però facciamo sempre attenzione che in giro non rimangano pezzettini di ossa potenzialmente pericolosi.

Se vogliamo trovare un “effetto collaterale” alle giganti ossa di mucca, forse ci sarebbe l’inconveniente della stitichezza. Il vostro cane potrebbe fare delle feci più solide e forse avere anche qualche fastidio nel defecare (le feci appaiono molto più chiare del solito, a volte anche bianche e secche)…ma oltre questo, se siete presenti quando lui mangia un osso (eventualmente per notare che qualcosa non stia andando nel “verso giusto”), non privatelo della gioia di sgranocchiare, giocare e seppellire il proprio osso!!!

Ovviamente è sempre bene conoscere il parere del proprio medico veterinario o di un nutrizionista canino, che potrà consigliarvi (in base anche a precedenti o malattie o malformazioni del vostro cane), cosa sia meglio fare.

Allora, fintanto che il vostro cucciolo è piccolo (2/3 mesi), optate pure per ossi di pelle di bue…ma quando cresce, vi accorgerete che sarebbero inutili e ogni tanto concedetegli un regalino, e sappiate che, vegetariani o vegani che siate/siamo, il vostro amico fido non lo è…e sarebbe bene variare in modo equilibrato la sua alimentazione.

Arriva il freddo!!! Alcuni consigli per tenere al caldo i nostri amici a 4 zampe

 

Anche il Pit Bull, nonostante il fisico possente, necessita di un riparo adeguato durante la stagione invernale. Avendo il pelo corto, potrebbe soffrire, rispetto ad altri cani, il freddo rigido di alcune zone della nostra penisola. Per andare in contro anche ai proprietari dei nostri cuccioli che ci chiedono consigli, vi daremo qualche dritta per far stare al caldo i vostri amici pit bull.
Innanzi tutto particolare riguardo ai piccoli di età inferiore all’anno. Saranno molto sensibili agli sbalzi di temperatura, quindi tenerli possibilmente al caldo in casa…almeno per i due mesi più rigidi dell’anno. Una volta uno dei nostri maschietti, attorno ai 6 mesi di età, in pieno inverno, è stato colto da un improvviso malore. I sintomi erano proprio quelli di una indigestione. Avendo mangiato abbondantemente e velocemente, aveva creato un forte squilibrio, portando il fisico ad uno shock termico. Poiché la temperatura corporea durante la digestione aumenta sensibilmente e con la forte differenza di temperatura (fuori ci saranno stati circa zero gradi), il cane ha iniziato dapprima ad abbattersi, poi a tremare, fino ad avere delle vere e proprie contrazioni addominali/coliche. Dopo i consigli del veterinario, abbiamo messo il cucciolo al caldo e al riposo. Diverse ore di sofferenza ma poi tutto è tornato normale. Questo preambolo è servito a spiegare che i cani, in particolar modo d’inverno, o si fanno vivere in casa o fuori e non un po e un po. Alla fine a rimetterci sarà solo il vostro amico a 4 zampe, che per vostro (nostro) egoismo, entra in casa a 20° per una coccola sul divano, magari davanti la tv durante un film e poi via fuori a cuccia. Questo lo sconsigliamo…anche se ci fanno gli occhi dolci, durante l’inverno, il cane che vive fuori deve poter mantenere una temperatura il più costante possibile. Gli sbalzi potrebbero essere pericolosi… Per i cani che vivono in casa, le regole sono differenti; è tutto molto più semplice e ci si può gestire liberamente…fermo restando che il cibo sarebbe meglio darlo la mattina o ad ora di pranzo.
In inverno sarebbe meglio utilizzare un mangime un po più proteico e magari aggiungiamo noi qualcosina, come pesce o carne lessi o tonno al naturale, così da fargli affrontare la stagione fredda.

Per quanto riguarda la cuccia, meglio se di legno e con il tetto spiovente. Ciò permetterà alla pioggia di scolare liberamente, evitando ristagni di acqua.
Esistono delle piastre apposite che riscaldano la base o il lati della cuccia. Si tratta di pannelli che vanno collegati alla corrente, quindi se avete modo di portare quest’ultima nei pressi della cuccia del vostro cane, non sarà difficile installarli, mantenendo così abbastanza costante la temperatura della casetta.
Ovviamente questi pannelli hanno un costo e non tutti si possono permettere di spendere troppo per il benessere del proprio cane. Una giusta via di mezzo consiste nella coibentazione della cuccia che, anche se di legno e già quindi isolata, potrebbe essere ulteriormente “arricchita” da pannelli di sughero o simili. Questi potrebbero essere fissati sia all’interno che all’esterno della casetta (sui 4 lati, alla base e sotto il tetto). Prima di acquistare qualsiasi cosa, bisogna però soffermarsi sulle abitudini del proprio cane; se è un tipetto che tende a grattare, rompere e mangiare qualunque cosa, evitare ogni genere di sostanza che possa creargli danni. Lasciare quindi la cuccia vuota, senza nemmeno una copertina (potrebbe ingoiare anche questa) e magari inserire della paglia. E’ naturale e ben tollerata…alla fine si tratta di erba secca, che per il vostro cane sarà un perfetto giaciglio caldo e comodo. Si vende in ballette in qualunque consorzio agrario e costa pochissimo. Con una balla da 5€ ci farete tutta la stagione.
Per evitare che nella cuccia entri troppa aria, potete acquistare un’apposita porta in plastica trasparente, che gli permetterà di entrare e uscire senza problemi, vedere all’esterno e allo stesso tempo ripararsi dalle intemperie, mantenendo calda la temperatura interna.
Un ultimo consiglio è quello di sollevare la cuccia da terra…non poggiarla direttamente sul pavimento o in mezzo al terreno, ma posizionare al di sotto magari un bancale o un qualsiasi altro rialzo che permetta di mantenerla asciutta anche in caso di pioggia.

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